Graduatoria SSM
2024
Punteggio minimo
91,25
su 147
Posizione minima
N/D
in graduatoria
Graduatoria SSM
2025
Punteggio minimo
96,00
su 147
Posizione minima
4556
in graduatoria
Previsione SSM
2026
90,6 - 106,1
punti su 147
In base ai dati 2024 e 2025, il punteggio sembra in crescita rispetto all’anno precedente.
Questa non è una previsione statistica precisa: usa solo i dati disponibili e serve a dare un’idea orientativa della competitività della scuola.
Pagella ssmreview:
3.5/10
Didattica
8/10
Impegno Lavorativo
8/10
Qualità Ambiente
6/10
Qualità Struttura
9/10
Pratica e Autonomia
7.5/10
Rotazioni e Rete
7/10
Possibilità Ricerca
44
Ore Settimanali
15
Mesi Extrarete
1.5
Guardie Mensili
Le recensioni di questa scuola:
Recensione di uno/a specializzando/a junior (1° o 2° anno)
31 luglio 2026
Pagella
Informazioni aggiuntive
Approfondimenti
Commenti globali
La scuola è fortemente incentrata sull'attività di reparto, che rappresenta il fulcro della formazione, soprattutto nei primi due anni. La formazione ambulatoriale diventa consistente solo dal terzo anno. Si tratta di una scuola in cui gli specializzandi sono visti come tappabuchi per i servizi, si è perso di vista l’obiettivo di formare specialisti in reumatologia.
Qualità della didattica
Frontale: Totalmente assenti
Sul campo: Fatte alcune eccezioni per strutturati giovani, la maggior parte degli strutturati non è propenso all’insegnamento. Spesso si è abbandonati in reparto da soli.
Esame fine anno: È una mera formalità
Ambiente lavorativo
Impegno: Gli specializzandi del primo anno coprono il reparto dal lunedì al venerdì dalle 8:00 alle 20:00 e il sabato e la domenica dalle 8:00 alle 13:00. I ricoveri vengono frequentemente effettuati nel tardo pomeriggio e gli strutturati sono spesso presenti solo nella fase decisionale del giro visite. Dal secondo anno si svolgono rotazioni in Day Hospital e un periodo obbligatorio presso il San Camillo. Dal terzo e quarto anno l'attività è prevalentemente ambulatoriale, ma, a rotazione, uno specializzando continua a supportare il reparto per sopperire alla carenza di personale. Le guardie interdivisionali iniziano generalmente da metà del primo anno, con una frequenza di 1–2 al mese (8:00–20:00 oppure 20:00–8:00), sempre affiancati da uno strutturato.
Clima: Il rapporto tra specializzandi è molto buono, anche con gli strutturati è cordiale, ma fatte poche eccezioni per strutturati giovani si tratta di pura apparenza. È previsto un cambio del direttore della struttura, ma la primaria che verrà, ha già comunicato che l'organizzazione della scuola dovrebbe rimanere sostanzialmente invariata.
Struttura ospedaliera
La struttura ospedaliera è abbastanza nuova ma è gestita in maniera terribile. Il sistema informatico è lentissimo. Il policlinico non è collegato con la metro ed è raggiungibile solo con gli autobus. È presente un grande parcheggio.
Pratica e rotazioni
Pratica/Autonomia: Nei primi 12 mesi di specializzazione l'attività è quasi esclusivamente dedicata al reparto, dove si è sostanzialmente abbandonati a se stessi. Il reparto dispone formalmente di 4 posti letto, anche se frequentemente i pazienti ricoverati sono distribuiti in diverse aree dell'ospedale e possono arrivare fino a circa 10. La casistica è prevalentemente internistica, con numerosi pazienti provenienti dal Pronto Soccorso. L'unico ambulatorio previsto al primo anno è quello CUP, svolto una volta a settimana da un solo specializzando a rotazione. La vera pratica ambulatoriale si vede soltanto a partire dal terzo anno. Dal secondo anno si inizia a ruotare in Day Hospital, dove si è sempre affiancati da una strutturata, mentre dal terzo anno si ruota tra i numerosi ambulatori specialistici (prime visite CUP, biologici, connettiviti, gastro-reumatologia e artrite psoriasica). Gli ambulatori di immuno-allergologia e quello dedicato all'angioedema ereditario non fanno più parte del percorso formativo.
Rotazioni/Rete: A causa della cronica carenza di personale e delle numerose dimissioni degli specializzandi (la scuola al momento conta meno di 7 specializzandi in tutto), i tronchi comuni sono stati sospesi. Gli specializzandi del primo anno sono obbligati a svolgere esclusivamente attività di reparto per almeno 12 mesi. Dal secondo anno è prevista una rotazione in Day Hospital e un periodo obbligatorio presso il San Camillo.
Opportunità di ricerca
È possibile partecipare ad attività di ricerca e svolgere periodi di formazione all'estero.
Attività extra
Congressi: È incentivata la partecipazione a congressi, purché sia garantita la copertura del reparto.
Extrarete/Estero: Sì, è prevista la possibilità di svolgere periodi di formazione all'estero al quarto anno.
Recensione di un medico che ha completato questa scuola di specializzazione
10 agosto 2026
Pagella
Informazioni aggiuntive
Approfondimenti
Commenti globali
La scuola di specializzazione, sebbene relativamente recente, ha mostrato una crescita molto rapida nel corso degli anni. Grazie alla costante collaborazione tra specializzandi e strutturati, ho sempre percepito l'ambiente di lavoro come piacevole e stimolante, sia dal punto di vista umano sia da quello professionale. Questo mi ha permesso di affrontare anche i momenti più difficili della specializzazione potendo contare sul supporto dei colleghi. La scuola offre una formazione piuttosto equilibrata, con una maggiore attenzione alle artriti infiammatorie, ma garantisce anche un'ampia casistica di pazienti affetti da malattie del connettivo, tra cui lupus eritematoso sistemico, sindrome di Sjögren, sclerosi sistemica e diverse forme di vasculite. Vengono eseguite tutte le principali procedure diagnostiche e terapeutiche necessarie per garantire la migliore assistenza ai pazienti, comprese terapie infusionali, biopsie sinoviali e biopsie delle ghiandole salivari. La scuola offre inoltre numerose opportunità di ricerca, lasciando agli specializzandi la libertà di scegliere quanto dedicarvisi e consentendo loro di approfondire gli ambiti di maggiore interesse scientifico. L'unico limite è rappresentato dall'assenza di attività di ricerca di base, poiché il laboratorio, pur essendo presente, non è attualmente operativo. È comunque possibile collaborare con altri laboratori, nonché con centri di ricerca sia italiani sia internazionali. Infine, viene incentivata la possibilità di svolgere periodi di formazione presso altri centri, sia nel Lazio sia all'estero, compatibilmente con le esigenze organizzative della scuola di specializzazione.
Qualità della didattica
Frontale: Non sono previste molte lezioni frontali, che tuttavia sono integrate dalla partecipazione a congressi, webinar e incontri organizzati con le aziende farmaceutiche. Questo permette di mantenersi costantemente aggiornati sulle più recenti novità scientifiche e terapeutiche.
Sul campo: La formazione sul campo è sicuramente molto presente. Sia in reparto che in ambulatorio c'è spesso la possibilità di discutere i casi e confrontarsi con i colleghi e con gli strutturati. Capita comunque di lavorare spesso anche in autonomia, ma quando possibile si cerca di affiancare agli specializzandi più giovani un collega più esperto, così da garantire maggiore sicurezza. In ogni caso, gli strutturati sono sempre disponibili in caso di dubbi o necessità. All'inizio questo modo di lavorare può dare la sensazione di essere lasciati un po' a se stessi, ma con il tempo ci si rende conto che rappresenta un'importante opportunità di crescita. Permette infatti di acquisire gradualmente autonomia, pur sapendo di poter contare sul supporto degli strutturati quando serve. Questo è particolarmente utile una volta terminata la specializzazione, perché consente di affrontare l'attività lavorativa con maggiore sicurezza e di sentirsi autonomi fin da subito.
Esame fine anno: È previsto un vero e proprio esame di fine anno, che varia in base all'anno di specializzazione. Nell'ultimo anno l'esame è spesso incentrato sull'argomento della tesi di specializzazione. La mia percezione è che, in una scuola con un numero relativamente ridotto di specializzandi, la valutazione non si basi solo sull'esame finale, ma soprattutto sul percorso svolto durante l'anno. Questo rende l'esame meno vissuto come un momento di forte pressione e più come un'occasione per fare il punto sulle competenze acquisite e sul lavoro svolto nel corso dell'anno.
Ambiente lavorativo
Impegno: I ritmi di lavoro variano a seconda del periodo di rotazione. I mesi trascorsi in reparto sono sicuramente i più impegnativi, ma il lavoro è organizzato in turni condivisi con i colleghi. Gli ambulatori si svolgono invece solo la mattina; nel pomeriggio ci si dedica principalmente alle ecografie articolari e, in alcuni giorni, all'attività CUP. In generale, le attività sono ben organizzate attraverso turnazioni e, quando possibile, ci si viene incontro in caso di necessità personali. Si effettuano inoltre guardie interdivisionali, in media circa una volta al mese. Soprattutto nei primi anni di specializzazione può capitare di svolgere anche un turno durante le festività, ma si tratta generalmente di un solo turno all'anno.
Clima: Nel complesso ho sempre vissuto l'ambiente di lavoro come sereno e collaborativo. I rapporti sono generalmente informali, nel rispetto dei ruoli di ciascuno. I rapporti con i colleghi sono ottimi e si crea facilmente un clima di collaborazione e supporto reciproco, sia nelle attività quotidiane sia nei momenti di maggiore difficoltà. Anche i rapporti con gli strutturati e i professori sono molto buoni: sono disponibili al confronto, pronti a dare una mano in caso di necessità e aperti alla discussione dei casi clinici. Anche con il personale infermieristico il clima è generalmente positivo. Si lavora insieme con rispetto reciproco e disponibilità, creando un ambiente piacevole che facilita il lavoro di tutti.
Struttura ospedaliera
La struttura ospedaliera è moderna e ben tenuta, con macchinari di recente acquisizione. In Reumatologia disponiamo di due ecografi e di un capillaroscopio di ultima generazione. Gli specializzandi hanno a disposizione una stanza dedicata, dove è possibile lasciare i propri effetti personali e utilizzare le postazioni di lavoro. L'ospedale non è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, per cui è preferibile disporre di un mezzo proprio. Di contro, è disponibile un ampio parcheggio, che rende gli spostamenti in auto piuttosto comodi.
Pratica e rotazioni
Pratica/Autonomia: Uno dei principali punti di forza della scuola è sicuramente la formazione pratica. Fin dai primi anni di specializzazione si ha la possibilità di eseguire numerose procedure e di acquisire familiarità con gli esami strumentali più utilizzati nella pratica reumatologica. In particolare, gli specializzandi imparano a eseguire ecografie articolari, capillaroscopie, biopsie sinoviali e biopsie delle ghiandole salivari, procedure che non vengono insegnate in tutte le scuole di specializzazione e che rappresentano un importante valore aggiunto per la formazione. Ritengo che questo sia uno degli aspetti che meglio prepara alla professione: al termine della specializzazione ci si sente non solo preparati dal punto di vista teorico, ma anche competenti nell'esecuzione di procedure che saranno parte integrante della pratica clinica quotidiana, come l'ecografia articolare e la capillaroscopia.
Rotazioni/Rete: Le rotazioni interne sono calendarizzate e comprendono principalmente il reparto, gli ambulatori, l'attività ecografica e il Day Hospital. Nel corso della specializzazione tutti hanno la possibilità di fare esperienza nei diversi ambiti dell'attività della UOC. Sono previste anche rotazioni nella rete formativa in altri ospedali del Lazio, con la possibilità di approfondire anche la reumatologia pediatrica. Nel complesso l'organizzazione è buona e c'è sempre disponibilità a trovare soluzioni condivise quando emergono esigenze personali.
Opportunità di ricerca
La ricerca clinica è molto sviluppata e fortemente incentivata e si partecipa attivamente a numerosi Trial clinici internazionali. Ogni strutturato ha un proprio ambito di interesse e di specializzazione, offrendo così la possibilità di approfondire diversi filoni di ricerca in base alle proprie inclinazioni. Un aspetto che ho sempre apprezzato è che la pubblicazione degli articoli segue un criterio meritocratico: il ruolo di primo autore viene generalmente riconosciuto a chi ha contribuito maggiormente al lavoro. L'unico limite riguarda la ricerca di base, che attualmente non viene svolta all'interno della scuola. Tuttavia, per chi fosse interessato, è possibile portare avanti progetti di ricerca di base grazie alla collaborazione con altri laboratori e centri, sia in Italia sia all'estero.
Attività extra
Congressi: La partecipazione ai congressi nazionali è fortemente incentivata. Per i congressi più importanti è generalmente richiesto o comunque consigliato presentare un proprio contributo scientifico, così da partecipare in modo attivo e valorizzare il lavoro di ricerca svolto durante la specializzazione. Nella maggior parte dei casi, la partecipazione degli specializzandi è sostenuta attraverso sponsorizzazioni delle aziende farmaceutiche, che coprono le spese di iscrizione e, spesso, anche quelle di viaggio e soggiorno. Questo rende possibile partecipare a numerosi eventi formativi senza particolari costi personali. Inoltre, è fortemente incentivava la partecipazione ai corsi SIR (due all’anno per ogni anno di specializzazione), che rappresentano un momento di crescita professionale e personale, permettendo di conoscere gli specializzandi di tutta Italia.
Extrarete/Estero: È possibile svolgere periodi di formazione in extrarete, sia presso altri centri italiani sia all'estero. Grazie al fatto che molti degli strutturati sono attivamente coinvolti nella ricerca e hanno maturato esperienze formative anche all'estero, la scuola dispone di una solida rete di collaborazioni e contatti con numerosi centri, sia nazionali sia internazionali. Chi desidera trascorrere un periodo fuori sede viene generalmente supportato nell'organizzazione e nella scelta della destinazione. Le esperienze vengono pianificate cercando di conciliare le esigenze formative dello specializzando con quelle della scuola e degli altri colleghi. È possibile svolgere periodi all'estero anche di lunga durata, fino a un anno, organizzandosi con gli altri specializzandi per garantire la continuità dell'attività assistenziale. Questo rappresenta un'ottima opportunità per ampliare le proprie competenze, confrontarsi con realtà diverse e creare collaborazioni che possono essere utili anche per il proprio futuro professionale.