Graduatoria SSM
2024
Punteggio minimo
72,75
su 147
Posizione minima
N/D
in graduatoria
Graduatoria SSM
2025
Punteggio minimo
83,25
su 147
Posizione minima
8188
in graduatoria
Previsione SSM
2026
80,5 - 96,5
punti su 147
In base ai dati 2024 e 2025, il punteggio sembra in crescita rispetto all’anno precedente.
Questa non è una previsione statistica precisa: usa solo i dati disponibili e serve a dare un’idea orientativa della competitività della scuola.
Pagella ssmreview:
6/10
Didattica
6/10
Impegno Lavorativo
10/10
Qualità Ambiente
6/10
Qualità Struttura
7/10
Pratica e Autonomia
8/10
Rotazioni e Rete
4/10
Possibilità Ricerca
42
Ore Settimanali
18
Mesi Extrarete
4
Guardie Mensili
Le recensioni di questa scuola:
Recensione di uno/a specializzando/a junior (1° o 2° anno)
26 giugno 2026
Pagella
Informazioni aggiuntive
Approfondimenti
Commenti globali
Secondo me la scuola di Siena è molto sottovalutata. È un percorso solido e stimolante: la spinta principale è sicuramente sulla chirurgia dell'orecchio, ma grazie alla rete formativa e al fatto che il periodo extrarete non viene mai negato a nessuno, si riescono a fare delle ottime basi su tutti gli ambiti dell’ORL. Uno dei veri punti di forza è l'ampia casistica in settori altamente specializzati come l'otologia avanzata, gli impianti cocleari e la chirurgia della tiroide. Il vero valore aggiunto della scuola è però l’ambiente di lavoro, sia per il clima che c’è tra noi colleghi specializzandi sia nel rapporto con gli strutturati, con cui si lavora davvero bene. Un altro grandissimo plus è il laboratorio di dissezione, che per l'orecchio è già uno dei migliori d'Italia e che da quest'anno verrà ulteriormente ampliato con nuovi investimenti, ospitando spesso anche corsi di naso, cavo orale e collo. Il laboratorio è quasi completamente gestito da noi specializzandi; questo da un lato significa dover sacrificare un po' di tempo libero per organizzare i corsi, ma dall'altro dà la possibilità unica di seguire lezioni di master e fare dissezione in prima persona senza dover spendere migliaia di euro in corsi esterni. Anche sul fronte della qualità della vita siamo messi bene: gli orari di lavoro sono buoni e si cerca sempre di rispettare il tetto massimo di ore. Solo in alcuni mesi particolarmente critici capita di sgarrare, ma si parla al massimo di uno o due turni in più, mentre il resto dell'anno si rimane sotto il limite lasciando il giusto spazio per lo studio e la vita privata. Se devo trovare un punto debole, questo riguarda sicuramente la ricerca. Non c'è un percorso strutturato e nessuno verrà mai a proporti uno studio o un paper da portare avanti: se vuoi fare attività scientifica devi muoverti tu di tua iniziativa e proporti in prima persona. Tutto sommato è un ambiente che si adatta molto a quello che uno cerca. Ti permette di avere una vita fuori dall'ospedale, ma se ti adagi troppo rischi di non cogliere le tante opportunità che questa scuola può offrirti.
Qualità della didattica
Frontale: Sulla didattica frontale diciamo che le lezioni in sé sono abbastanza sporadiche: se non siamo noi specializzandi a chiedere espressamente agli strutturati di programmarle, di base non si fanno. Da quest'anno, comunque, le cose sembra che stiano iniziando a migliorare, soprattutto per chi è all'inizio. Per il primo anno, infatti, sono state fatte quattro lezioni di anatomia settoria direttamente nel laboratorio di dissezione, divise per ciascun ambito, cioè collo, volto, naso e orecchio. Sono state molto interessanti perché ti danno una base anatomica fondamentale sia per capire gli interventi in sala, sia per iniziare a prendere un po' di dimestichezza e manualità con gli strumenti. Inoltre, lo strutturato responsabile della UOS di chirurgia della tiroide ha organizzato molte lezioni frontali mirate su collo, tiroide, cavo orale, laringe e ghiandole salivari. Per gli anni successivi, invece, per ora la situazione è molto meno intensa e le lezioni sono decisamente più rare. Nel complesso si vede un cambiamento positivo, ma c'è ancora da lavorare sulla continuità.
Sul campo: Sulla didattica sul campo posso dire che i tutor sono sempre super disponibili a insegnare. In sala operatoria poi dipende molto da chi trovi: alcuni strutturati sono molto propensi a cedere il posto da primo operatore, e in questo il primario e i medici più giovani sono in prima linea. In ogni caso si lavora sempre sotto supervisione e non si viene mai lasciati da soli a gestire un intervento. Con altri strutturati, invece, serve più tempo per entrare in sintonia e instaurare quel rapporto di fiducia che serve prima che ti permettano di mettere davvero le mani sul campo. Nel complesso, comunque, se dimostri affidabilità le occasioni per fare pratica e crescere non mancano.
Esame fine anno: L'esame di fine anno, di fatto, è una formalità. Si tratta di un colloquio orale che dura giusto cinque minuti, in cui il prof fa una domanda abbastanza semplice, e i voti tendenzialmente sono sempre molto alti. Non è una prova che richiede un particolare carico di studio extra rispetto a quello che già si fa già tutti i giorni in ospedale.
Ambiente lavorativo
Impegno: Rispetto ad altre realtà, i ritmi di lavoro qui non sono eccessivi e si riesce ad avere un buon bilancio tra l'attività in ospedale e il tempo libero, fondamentale per studiare o per seguire altre attività in ospedale in base ai propri interessi. Si lavora con serenità e tendenzialmente si rispetta il carico massimo di ore settimanali e mensili; solo in alcuni periodi un po' più critici può capitare di fare uno o due turni oltre il limite massimo. L'organizzazione delle attività prevede turni da sei ore per le prime visite e gli ambulatori specialistici, mentre la sala dura dodici ore. Il reparto è da nove ore ed è previsto solo per il primo anno. Le guardie, sia di giorno che di notte, sono da dodici ore e il giorno di smonto notte è sempre rigorosamente garantito. Per quanto riguarda i weekend, ci si organizza ruotando in tre specializzandi per coprire giorno e notte dal venerdì alla domenica, il che significa che capita di coprire un fine settimana circa ogni mese e mezzo. Le guardie dei festivi, invece, tendenzialmente vengono coperte dal primo anno, ma essendo in 6 ci si riesce a gestire molto bene e senza troppi sacrifici. Un enorme punto di forza è che i turni vengono fatti direttamente dai rappresentanti: ce n'è uno per ogni anno di corso e i quattro si mettono a tavolino insieme per strutturare l'orario, che poi viene semplicemente sottoposto alla supervisione del primario. Questo permette di mantenere un ottimo equilibrio del carico di lavoro per ciascun anno, azzerando qualsiasi dinamica di nonnismo eccessivo, pur continuando a rispettare le giuste priorità e i compiti stabiliti in base all'anno di corso.
Clima: L'ambiente di lavoro è davvero sereno e questo è forse uno degli aspetti più belli della scuola. Attualmente il primario, il Prof. Mandalà, è anche il direttore della scuola, mentre dall'anno prossimo la direzione passerà al Prof. Salerni, che è la sua spalla destra. Entrambi sono professori super tranquilli, alla mano e simpatici; capita spesso che organizzino delle cene tutti insieme nella loro contrada, e rigorosamente come rito finale alla specializzazione vi regaleranno il foulard della Tartuca che dovrete sempre portare nel cuore!. Anche gli altri strutturati sono molto alla mano e disponibili, e nel complesso l'ambiente è anche abbastanza giovane. Pure i rapporti tra colleghi sono ottimi e fondamentali per viversi bene questi anni.
Struttura ospedaliera
La struttura ospedaliera in sé non è un grandissimo punto di forza, visto che l'ospedale è un po' vecchiotto. Però stanno finendo di costruire un nuovo lotto dove verranno trasferite le chirurgie, quindi la situazione a breve dovrebbe migliorare. L'ospedale si raggiunge molto facilmente, sia in auto o in scooter sia con i mezzi pubblici. Per chi viene con i propri mezzi ci sono i parcheggi interni, anche se bisogna arrivare presto la mattina per trovare posto senza impazzire. Per quanto riguarda i nostri spazi, noi specializzandi abbiamo una stanza tutta nostra con il bagno; è un punto di appoggio dove tendenzialmente ci ritroviamo a pranzare tutti assieme e dove la notte dorme lo specializzando che è di guardia.
Pratica e rotazioni
Pratica/Autonomia: L'autonomia clinica varia molto da strutturato a strutturato e dipende dal tipo di rapporto e di fiducia che si riesce a costruire nel tempo. In ogni caso, tendenzialmente si impara tantissimo e i medici strutturati lasciano spazio per fare. A volte capita di essere lasciati da soli a gestire qualche visita durante i turni di guardia o negli ambulatori specialistici perché gli strutturati sono impegnati, ma si può stare tranquilli perché rimangono sempre reperibili e super responsivi in caso di qualsiasi necessità. Per chi inizia, il primo anno prevede un percorso di affiancamento con altri specializzandi più grandi davvero ben strutturato e graduale: il primo mese si è affiancati in ogni singola attività, dopodiché si inizia a prendere in mano la gestione del reparto. Dopo tre mesi si comincia con le guardie diurne e l'ambulatorio delle prime visite, e infine, dopo quattro mesi, si parte anche con le guardie notturne. Questa progressione è ottima perché garantisce che al primo anno non si venga mai lasciati da soli a gestire le situazioni prima del tempo, permettendo di formarsi con i giusti ritmi. Per quanto riguarda l'attività chirurgica vera e propria, il primo anno tendenzialmente si è esclusi dalla sala operatoria, a meno che non ci siano necessità particolari. Dal secondo anno in poi, invece, si inizia ad andare in sala con regolarità, acquisendo un livello di autonomia crescente e fare gradualmente da primo operatore, sempre con la giusta supervisione.
Rotazioni/Rete: La rete formativa è organizzata bene e permette di coprire tutti gli ambiti della specialità. All'interno dell'ospedale di Siena si ruota principalmente sulla UOC di Otorinolaringoiatria, dove ci si concentra soprattutto su orecchio, naso e roncochirurgia. Sempre a Siena, poi, si ruota sulla chirurgia della tiroide, che fa parte dell'otorino, e lì si seguono maggiormente la tiroide, il collo, la laringe e le ghiandole salivari. La rete comprende gli ospedali di Arezzo e Grosseto, ed è obbligatorio passare almeno sei mesi in uno di questi due. Si parte dal secondo anno in poi, muovendosi in coppia (due specializzandi per ospedale). Questa esperienza fuori Siena è utilissima e fondamentale, perché si ha modo di seguire la grande chirurgia oncologica, che è una casistica che a Siena non viene fatta.
Opportunità di ricerca
Se c'è un vero punto debole nella scuola, questo riguarda sicuramente l'ambito della ricerca scientifica. Non esiste un vero percorso guidato o progetti strutturati in cui noi specializzandi veniamo instradati d'ufficio; nessuno verrà mai da te a proporti un paper o uno studio da portare avanti. L'attività scientifica dipende quasi esclusivamente dallo spirito d'iniziativa del singolo: se vuoi combinare qualcosa in questo campo, devi muoverti tu, farti avanti e proporti in prima persona. Tutto sommato, questo rispecchia la filosofia generale della scuola, che è un ambiente che si adatta molto a quello che uno cerca: ti lascia il tempo libero per vivere fuori dall'ospedale e studiare, ma se ti adagi troppo rischi di non cogliere quelle opportunità che, se cercate con la giusta proattività, la scuola può comunque offrirti.
Attività extra
Congressi: La possibilità di partecipare ai congressi c'è, ma anche su questo fronte bisogna essere molto proattivi. Non essendoci una ricerca scientifica forte alle spalle, è difficile che ci si ritrovi ad esporre dei propri studi o poster, ma c'è comunque la massima apertura per andare a seguire i congressi come partecipanti. Per quanto riguarda i fondi della scuola, la scelta è quella di investirli quasi tutti nel finanziamento del laboratorio di dissezione. Questa è un'ottima cosa perché ci garantisce tantissimi corsi gratuiti di altissimo livello direttamente in sede, ma di contro significa che non ci sono fondi universitari avanzati per coprire le spese dei congressi esterni. A volte, comunque, si riesce a partecipare grazie a sponsor esterni che vengono trovati direttamente dai prof, ma anche in questo caso serve spirito d'iniziativa.
Extrarete/Estero: L’extrarete viene garantito per tutti, fino a un massimo di 18 mesi complessivi. Questo è un altro punto di forza pazzesco, anche perché il primario ha agganci importanti ovunque e il suo obiettivo è proprio quello di farci fare quanta più esperienza possibile. Per questo motivo è sempre super entusiasta di mandarci fuori, sia in Italia che all’estero, soprattutto a partire da metà del terzo anno. Difficilmente, infatti, chi è al quarto anno rimane a Siena. In questo senso, anche il fatto di ospitare così tanti corsi di dissezione con docenti e partecipanti da tutta Italia e dall'estero è utilissimo, perché ti permette di fare rete e stringere contatti in prima persona per i futuri periodi fuori. Oltre a questo, c'è una collaborazione con un ospedale in Kenya: ogni anno vengono organizzate tre o quattro missioni umanitarie della durata di un mese, e noi specializzandi abbiamo la possibilità di partire e partecipare. È un'opportunità che ti dà tantissimo, sia dal punto di vista formativo e lavorativo in sala operatoria, sia soprattutto a livello umano.